Riduzione consumo acqua in bottiglia: perché in BMP abbiamo detto basta alla plastica
Nel 2015 un articolo del The Guardian, intitolato “The madness of drinking bottled water shipped halfway round the world”, denunciava con forza l’assurdità del consumo globale di acqua in bottiglia. Questo spunto ci ha fatto riflettere e approfondire i dati italiani: il quadro che è emerso è allarmante.
Secondo il Censis, l’Italia è il primo paese europeo per consumo pro capite di acqua in bottiglia, e il secondo al mondo. Ogni giorno produciamo 25 milioni di bottiglie, per un totale di 280.000 tonnellate di PET l’anno. Solo il 25% viene riciclato correttamente. Il resto? Bruciato, sotterrato o disperso in mare.
La riduzione consumo acqua in bottiglia non è più solo una scelta etica, ma una necessità concreta. Il PET deriva per il 90% da fonti fossili come il petrolio, mentre il trasporto delle bottiglie avviene per l’80% su gomma, con un impatto ambientale pesantissimo: ogni autotreno rilascia circa 1.300 kg di CO₂ ogni 1.000 km.
A impressionarci è stato anche un altro dato: solo l’1% del costo dell’acqua in bottiglia riguarda effettivamente l’acqua. Il 60% è dato dal trasporto. E per produrre un litro d’acqua… ne servono due.
L’alternativa sostenibile: erogatori d’acqua in azienda
Viviamo in una città con un’acqua di falda di altissima qualità. Così, nel 2019 abbiamo detto addio all’acqua minerale in bottiglia. In BMP abbiamo installato erogatori che forniscono acqua fredda, ambiente o gassata. Zero plastica, zero trasporto, massima comodità.
La riduzione del consumo di acqua in bottiglia è solo un piccolo passo, ma concreto. Un gesto quotidiano che, moltiplicato per ogni dipendente e ogni giorno lavorativo, rappresenta un risparmio ambientale notevole.
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Fonte dati ambientali: ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Il Team BMP